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Focus and Scope

«Storia e problemi contemporanei» è lo strumento periodico di ricerca dell'Istituto Storia Marche. La rivista, nata nel 1988 come semestrale e divenuta dal 2002 quadrimestrale, svolge un ruolo significativo all'interno del più ampio programma di attività scientifiche e didattiche dell'Istituto. Al pari di altri periodici della rete degli istituti di Storia contemporanea e della Resistenza in Italia, ha coperto (e copre) uno spazio importante nell'ambito della storiografia nazionale, riscuotendo consensi sia sul piano culturale, sia nel numero degli abbonamenti. «Storia e problemi contemporanei» ha sostituito il semestrale che veniva pubblicato dal 1981 con la denominazione «Quaderni di Resistenza Marche», a sua volta evoluzione dell'originario bollettino «Resistenza Marche» curato dall'Istituto sin dal 1974. A dirigere la rivista sono stati Enzo Santarelli (fino al 1990) e, successivamente, Paolo Sorcinelli, per un periodo coadiuvato da Paola Magnarelli. Dal 1998 il direttore è Massimo Papini. 
La promozione e la valorizzazione della ricerca storica sulla realtà regionale fra Otto e Novecento, al pari dell'allargamento degli orizzonti storiografici e degli argomenti studiati, oltre a costituire alcuni dei tratti caratteristici della rivista, sono anche il segno della crescita dell'attività di ricerca dell'Istituto, divenuto in grado, con l'inizio delle pubblicazioni di Storia e problemi contemporanei e con un'esperienza più che decennale di lavoro alle spalle, di produrre ricerca in proprio. Generalmente, infatti, interventi di studiosi di fama nazionale ed europea si accompagnano ai risultati delle ricerche di giovani formatisi presso l'Istituto o presso le università marchigiane o dell'Italia centrale. Ad individuare i temi monografici sui quali impostare di volta in volta il numero concorrono attivamente i membri del Comitato scientifico.
 

 

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Tutti i testi pubblicati sono preventivamente vagliati da esperti interni alla rivista. I contributi che appaiono nelle sezioni "Saggi e ricerche" sono sottoposti al giudizio di due valutatori (referees) anonimi esterni al comitato scientifico e alla redazione.  Il criterio adottato è quello della peer-review cosiddetta a doppio cieco (double-blind): il testo sottoposto a valutazione è reso anonimo e parimenti il giudizio è inoltrato all'autore in forma anonima. La rivista rende pubblci periodicamente i nomi dei valutatori esterni.